B&B A CASA DI NONNA
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PADULA

Percorrendo il dedalo di vicoli che cinge il colle, si incontrano, frammentate su diversi livelli, ripidissime scalinate e passaggi coperti che compongono il tessuto viario sul quale si affacciano antiche dimore. Le grandi finestre e gli imponenti portali di pietra arricchiti di finiture artistiche, testimoni di una lunga tradizione di scalpellini e scultori, ne impreziosiscono le facciate a rievocazione di un tempo passato. Un chiassoso silenzio avvolge tutto il borgo: l’odore di antichi sapori echeggia di casa in casa inebriando i passanti, la sacralità delle innumerevoli chiese risuona come le campane della domenica e la frizzante aria proveniente dalla montagna si diffonde tra le stradine come il vociare curioso delle anziane… il mondo di ieri impenetrabile e riservato si apre raccontando di Padula…

La lunga e corposa storia che avvolge Padula potrete scoprirla solo visitandola…

Oltre il centro storico con le sue chiese e palazzi storici, è possibile visitare altri monumenti storici e bellezze paesaggistiche:
  • Convento di San Francesco
  • Chiesa della S.S. Annunziata
  • Ossario dei Trecento
  • San Michele alle Grottelle
  • Battistero di San Giovanni in Fonte
  • Parco Archeologico di Cosilinum
  • Pineta di Mandrano
  • Monte Romito
CERTOSA DI SAN LORENZO

Il sito più importante di Padula, che ne garantisce una notorietà a livello nazionale, è la Certosa di San Lorenzo, fondata nel 1306 da Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, che trasformò una "grancia" dell'abazia di Montevergine, dedicata a San Lorenzo, in monastero Certosino. L'ordine certosino, fondato da San Brunone con casa gentilizia a Grenoble, era sostenuto dagli Angioini, che favorirono anche, successivamente a quella di Padula, la nascita di altre Certose in Italia meridionale: San Martino a Napoli, Capri, Chiaromonte. Della primitiva struttura rimangono purtroppo solo pochi elementi. Risalgono agli inizi del 500 i Cori della Chiesa e tra questi, di particolare interesse per le tarsie, raffiguranti figure di Santi e paesaggi, che sono a coloratura naturale dei legni usati, è il Coro dei Conversi. Di rilievo è anche l'altare maggiore con paliotti policromi con inserimento di madreperla e polvere di lapislazzuli. La costruzione del Chiostro Grande (largo 104 mt. e lungo 149 mt.) iniziò nella seconda metà del 500, per poi proseguire nei secoli successivi. Le trasformazioni più rilevanti risalgono alla metà del 500, dopo il Concilio di Trento: tra queste il chiostro della foresteria e la facciata principale, arricchite nel 700 da sculture e decorazioni del Vaccaro, nonché la torre degli Armigeri. Seicenteschi sono gli interventi di doratura degli stucchi della chiesa, opera del converso Francesco Cataldi. Sempre del 700 sono gli affreschi. Grossi lavori di ristrutturazione sono avvenuti nel XVII secolo: l'odierno refettorio, con una affresco raffigurante le Nozze di Cana del D'Elia. Trovarono, inoltre, nuova destinazione d'uso ambienti già esistenti, come ad esempio la trasformazione in cucina di un locale molto probabilmente adibito a refettorio, nel quale recenti restauri hanno permesso di riportare alla luce, sulla parete di fondo, una deposizione di Cristo morto, adorato dai Certosini. In questo stesso periodo trovano sistemazione il Chiostro, che ospitava l'antico cimitero, la Sagrestia e la Cappella di Tommaso Sanseverino. I Certosini andarono via da Padula nel 1807, essendo stati privati dei possedimenti che avevano nel Vallo, nel Cilento, nella Basilicata e nella Calabria. Le ricche suppellettili e tutto il patrimonio artistico e librario andarono quasi interamente dispersi ed il Monumento conobbe uno stato di precarietà e di abbandono. I locali esterni furono dati in uso a privati, così come parte del "Desertum" ovvero dell'area agricola "di isolamento" che circondava la Certosa. Fu campo di concentramento nelle due guerre mondiali, come testimoniano le scritte nella Corte esterna e le pitture sulle pareti al piano terra della scala del Barba. Sebbene fosse stato dichiarato, nel 1882, monumento nazionale, solo dal 1982 è stata presa in consegna dalla Sopraintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno e sono iniziati i lavori di restauro, che permettono oggi di apprezzare il valore di questo monumento, che è tra i più significativi del 700 nell'Italia meridionale. Nel 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Terminazione ideale del Desertum, è il monumento di San Brunone che si trova a 500 metri dalla Certosa. Esso era meta delle passeggiate dei monaci, essendo direttamente collegato alla Certosa da un vialone con ciottolati in pietra di Padula, e situato esattamente difronte l'ingresso.


DINTORNI DI PADULA... PICCOLI GIOELLI DEL VALLO DI DIANO

Il vasto altopiano del Vallo di Diano, immerso nell’entroterra della provincia di Salerno, si inserisce tra i monti della Maddalena che ne delimitano ad est il confine con la provincia di Potenza e ad ovest con il gruppo montuoso del Cilento (Cervati-Alburni). Crocevia, già in epoche antichissime, di diverse culture (lucana, greca e romana), rappresenta oggi la culla di tradizioni, storia, natura, artigianato e prodotti tipici dei 15 paesi che ne fanno parte.
(Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano Sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano)
Il Vallo di Diano fa parte del Parco Nazionale Cilento-Vallo di Diano divenuto Patrimonio dell’Unesco nel 1997.

Pertosa
A circa 20 chilometri da Padula nel comune di Pertosa è possibile visitare le Grotte dell’Angelo che sono le più importanti dell'Italia del sud e le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato deviato a scopo di utilizzo energetico. Così facendo l'entrata delle Grotte si è allagata, tanto da permettere l'accesso all'interno, solo attraverso suggestive barchette sapientemente guidate da esperte guide. Incuneate per circa 3000 metri sotto gli Alburni, le Grotte, si snodano in una suggestiva serie di cunicoli ed antri, fino a terminare in tante "Sale" naturali, tutte con una caratteristica diversa.
Per info: www.grottedipertosa-auletta.it

Da qualche anno le Grotte, ogni fine settimana, divengono teatro naturale del suggestivo spettacolo “L’Inferno di Dante nelle Grotte di Pertosa” durante il quale è possibile visitare le grotte guidati da Dante in persona che, inoltrandosi nei cunicoli scavati nelle viscere della montagna e di caverna in caverna, incontra Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse, il Conte Ugolino e molti altri protagonisti della prima cantica della Divina Commedia. Per info: www.tappetovolante.org

Teggiano
Non lontana da Padula s’erge Teggiano detta città-museo per la sua posizione di dominio sulla valle, per il suo borgo antico, per il suo Castello del XV sec e per le sue chiese che caratterizzano la sua struttura medioevale.
Importante rappresentazione che si svolge nella prima metà di agosto è “Alla Tavola della Principessa Costanza”: rievocazione storica che riporta il borgo per tre giorni agli sfarzi medioevali con banchetti, cortei in costume e balli.
Per info: www.prolocoteggiano.it

Sassano
Dal centro storico di Sassano , distante qualche chilometro da Padula, una comoda strada asfaltata conduce ai numerosi sentieri che percorrono “la Valle delle Orchidee”. In questo luogo la natura ha conservato intatte tutte le sue caratteristiche primordiali tanto da contenere una naturale "museificazione" degli equilibri naturali e antropici. Questa spontanea azione della natura, ha creato un percorso ecomuseale con al centro specie naturali pregiate (le orchidee) nel contesto di un habitat dove si avverte la presenza discreta dell'uomo che ha contribuito, nel tempo, a conservare delle specie naturali rare, il cui moltiplicarsi è, tra l'altro, il frutto di ibridi naturali.
Per info: www.valledelleorchidee.it

Buccino
Non distante da Padula è sito nel cuore di Buccino il “Parco Archeologico Urbano dell’Antica Volcei” che rappresenta l’espressione più moderna e innovativa di un allestimento diffuso nel tessuto urbano di un centro storico. La visita si snoda in un suggestivo itinerario dove all’interno e al di sotto degli edifici sono visibili settori e monumenti della città lucana, romana e medioevale.
Attraversare il centro storico di Buccino significa lasciarsi guidare dal piacere di una continua scoperta di scorci e di frammenti di storia che si sovrappongono all’insediamento dell’antica Volcei.
Per info: www.volcei.net

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